Studio di Psicologia e Psicoterapia "Ecotono"

- Dr. Andrea Bramucci

Uno Psicologo al muro

Wand cerca di capire cosa sta succedendo e tra ipotesi e sogni si inerpica in pensieri complicati...

La ricerca
Le settimane seguenti Wand è rapito da un fare maniacale. E’ sempre in movimento, non si ferma
mai. La notte dorme pochissimo per andare in studio appena può, adesso anche di mattina,
trascurando le altre sue consulenze, per ascoltare eventuali manifestazioni vocali del Muro.
In realtà le volte in cui il Muro ha parlato in questi due mesi circa Wand le può contare sulle dita di
una mano: Marina, Alessio, Pierangelo, Gina e Marco.
Wand ha analizzato quando il Muro è intervenuto, sempre in modo appropriato e preciso, nelle
sedute “…e certo” si dice “quando ero in difficoltà!” …e in modo semplice e diretto.
“Perchè non ci sono arrivato da solo…ed invece ho avuto bisogno dei “suggerimenti” del Muro?”
Wand è molto orgoglioso…ed anche puntiglioso!
Si è sempre appassionato a cercare di capire quali parole, quali frasi, gesti o tecniche fossero
efficaci forse “risolutive” durante la seduta di psicoterapia.
Quando qualche paziente/cliente torna da lui e gli dice: “Sa dottore l’altra volta mi ha detto quella
cosa che mi ha fatto stare bene tutta la settimana”, Wand prova due sentimenti: da un lato si gongola
dell’effetto delle sue parole attribuendosi competenza e “bravura”, ma subito dopo sente la
delusione perchè non ricorda esattamente i passaggi attraverso i quali era arrivato a formulare quella
frase, che non sono solo parole…quelle frasi gli vengono da dentro, a volte non si rende neanche
conto che con quella specifica espressione tocca il “cuore” della persona, spesso senza che neanche
lui se ne renda conto.
Avviene e basta!…un pò come succede per la voce che proviene dal Muro: “allora sono io che
parlo, è una parte di me che si manifesta…”, pensa, adesso sgomento che tutto finisca in un
lampo…no non è possibile la voce proviene proprio dal Muro, Wand l’ha sentita con le sue orecchie
e non nella sua mente, una voce maschile, calda, profonda, anche piana e serena e senza inflessioni
particolari…
Strano, tutto molto strano, Wand è confuso: qualcosa è successo, ma cosa? Chi è che parla?
Qualcuno dietro al Muro, forse…
Adesso Wand sta in studio tutto il tempo che può, cinque minuti per mangiare e poi ritorna, magari
per non fare niente, o forse sì…
Wand inizia a fare ipotesi e cercando di far vincere la razionalità giunge all’ipotesi più accreditata
per lui in quel momento: “al di là del Muro c’è qualcuno che ascolta i miei colloqui e poi…ogni
tanto interviene (tra l’altro “perchè?”, ammesso che l’ipotesi sia corretta!).
Il tempo trascorso in studio ad aspettare favorisce il ritorno di ricordi agrodolci del passato, più agri
che dolci…ripensa a come ha impattato con la psicoterapia – psicoterapia familiare per intenderci –
certamente non scegliendola, ma essendo scelto da lei!
La psicoterapia è come se gli fosse caduta addosso…ricorda i rapporti con la sua famiglia ha
imparato lì a fare il terapeuta: ascoltare per ore suo fratello, sostenere sua madre, far ragionare suo
padre – adesso è curvo su sè stesso e sente nello stomaco un dolore, la fatica per uscire e per
allontanarsi da quella sua famiglia così amata, così odiata; oggi rimane una telefonata al giorno con
suo fratello, ma allora doveva rimanere alzato spesso fino alle tre di notte per parlare con lui che
aveva le sue paranoie… “adesso basta!”, si dice Wand, “adesso ho altro da fare e da pensare”.
Questo pensiero lo distoglie dal passato e in più adesso vuole e “deve” necessariamente scoprire chi
c’è al di là del Muro.
L’idea, che per tre mesi aveva cullato dentro di sè, di un Muro che parla, adesso gli sembra puerile
e inutile… “ci deve essere qualcuno”, poi come fa a parlare e a farsi sentire, Wand non lo sa.
Si, aveva notato sul vecchio Muro seicentesco alcune screpolature, quasi fessure che potrebbero
lasciar presupporre un possibile punto di contatto tra il Muro e l’appartamento vicino…
“Si, ma ammesso che ci sia qualcuno che ascolta e interviene in modo così preciso e competente,
cosa fa questa persona, ascolta tutti i colloqui? E’ sempre lì? Non ha altro da fare nella vita?”
Wand continua ad essere confuso.

Un altro sogno
Wand torna a casa immerso in tanti pensieri che lo distolgono dal presente.
Non si accorge della nuova acconciatura di Mia…(è lei che glielo fa notare!) …non si accorge della
“cenetta” che le ha preparato… e soprattutto non si accorge di “come” sua moglie lo sta guardando,
aspettando il momento opportuno per “fare” qualcosa insieme…il “sesso” (come lo definisce
Marina!) li ha sempre fatti ritrovare!
Sua moglie si accorge della sua distanza e gli chiede: “C’è qualcosa che non va?”.
Lui nicchia e non vuole parlare. Spesso si comporta così. Tiene duro per qualche ora e poi svuota il
sacco. Stavolta è diverso. Stavolta non può.
Se raccontasse “adesso” alla moglie del “Muro”, magari lo prenderebbe per matto o ancor peggio
farebbe una grassa risata e poi lo prenderebbe in giro.
No.
Prima deve scoprire chi c’è – se c’è – al di là del Muro. “Poi eventualmente glielo dirò”.
Il letto questa sera è stranamente piccolo. La moglie lo cerca, lo vuole…Wand forse no, anche se in
realtà si eccita subito.
Il rapporto dura poco. Wand è quasi violento. Sua moglie gli fa i complimenti: “sei tornato un
ragazzino!”, lui un pò ci crede…
Adesso dorme Wand. Non ha fatto neanche in tempo a girarsi che già sogna.
Si agita, si gira più volte nel letto.
“Wand so che mi cerchi”…finalmente il Muro si manifesta di nuovo nel sogno con la sua voce…
Wand si sente a casa!
La scena cambia…Wand gira attraverso stanze vuote di una casa che non conosce. E’ una
sensazione “neutra” …continua a camminare…la casa è enorme! Una stanza dentro l’altra, dieci o
forse più stanze, una di seguito all’altra, nessuno che le abita…Wand si ferma di fronte ad una
parete più ampia delle altre, la tocca, si avvicina con il corpo, poi con il viso, la bacia…rimane ad
aspettare…gli sembra poi di scorgere un’ombra, una persona, la vede di spalle, non riesce a
distinguere se è un uomo o una donna, è comunque un adulto. Ad un certo punto questa figura
indefinita e non riconoscibile si gira, sorride a Wand che la insegue , poi svanisce…
Wand si risveglia. Si alza e va in cucina a bere un bicchiere d’acqua!
Torna nel letto e copre con il lenzuolo sua moglie che li accanto a lui dorme…per fortuna.
Wand non fa fatica a rientrare nel sogno, a lui piace sognare!
Adesso è bambino e sta giocando con i suoi amichetti…un certo Della Bella, Cognini, altri (allora
ci si chiamava per cognome!) poi altri che nel sogno riconosce ma di cui non ricorda il cognome, si
diverte Wand anche se viene preso in giro: “carciofo”, lo chiamano e lui continua a giocare e a
ridere…
Poi più nulla.

Condividi questo post

Condividi su facebook
Condividi su google
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su pinterest
Condividi su print
Condividi su email