Studio di Psicologia e Psicoterapia "Ecotono"

- Dr. Andrea Bramucci

Uno psicologo al muro – quinta puntata

Wand cerca di capire da dove proviene la "Voce" e fa un sogno...

Tornato a casa non fa menzione con sua moglie di quanto accaduto oggi. Si sente ridicolo e un po
puerile. Allo stesso tempo recupera le parole e lo sguardo finale di Marina: ““oggi è successo
qualcosa che non so spiegare mi sento diversa dal solito, più leggera” ed ora che ricorda nasce in lui
uno strano orgoglio…
La serata prosegue come sempre: cena, un pò di tv, il bicchiere di vino di troppo…e dopo aver
scrutato l’agenda di domani, ecco il letto… finalmente!
E’ stanco , Wand, e non sa perchè; o forse sì. Quello che è successo oggi lo ha spossato. Ma è anche
contento Wand, finalmente qualcosa di nuovo, qualcosa che se da un lato gli sconvolge le sue
certezze, dall’altro lo fa sentire più vivo. Si più vivo.

Un sogno
Il sonno prende Wand di colpo. Diversamente dagli altri giorni in cui faceva fatica ad
addormentarsi, Wand cade dentro il sonno e dentro il sogno.
Ecco…lui è dentro il suo studio c’è una strana luce giallastra, quella luce di fine estate che
presagisce una fine o forse il ritorno dell’autunno e poi dell’inverno e che rimanda a molto più in
là il tempo della bella e calda stagione appena passata.
Wand guarda il Muro. Lo osserva e il Muro prende forma e forme diverse. Si gonfia, si amplia quasi
lo ingloba e Wand fa un passo indietro per non farsi prendere, poi il Muro si appiattisce e quasi
scompare, poi appare un grosso cane forse un molosso …Wand inizia a sudare…il cane però lo
lecca e poi si trasforma in un gattino che Wand prende in braccio, il gattino sembra parlargli ma
lui non capisce le sue parole….
Wand si sveglia in piena notte, forse sono le tre (pensa all’infarto, potrebbe essere l’ora giusta!) va
a bere un bicchiere d’acqua. Sua moglie dorme e non vuole svegliarla. Si rimette giu…
Adesso il Muro avanza, prende Wand lo porta con sè in un luogo sconosciuto, forse una stanza. Non
c’è nulla, vuoto. Wand aspetta che qualcosa succeda ma non succede nulla. Ecco però la voce, sì
quella del giorno prima Wand nel sogno la riconosce, adesso sembra un sogno lucido che lui guida e
conduce verso un obiettivo stabilito…la stanza inizia a riempirsi di vapore e la voce ritorna: “non
fuggire Wand”, “non hai bisogno di capire tutto”, “stai con me e io ti dirò che fare”…il Muro non
parla più.
Wand si risveglia di nuovo, sono passati solo sei minuti da prima, un secolo!
Wand dorme adesso…senza sosta…
Ecco adesso Wand è di fronte al Muro e cerca una apertura, uno spiraglio, un qualcosa…la voce
ritorna: “Wand, Wand… cosa vuoi da me?”, “voglio sapere chi sei…” ad alta voce Wand parla e
sua moglie si gira nel letto.
Wand si sveglia sono ormai quasi le cinque del mattino e sa già che non dormirà più!

L’attesa
Il pomeriggio seguente Wand è, stranamente per lui, rilassato. Ha meno pensieri ed anche qui,
stranamente per lui, è più fiducioso… “andrà tutto bene” si ripete dentro di sè!
Il pomeriggio trascorre sereno tra un paziente/cliente e l’altro.
Sa che può contare su qualcosa o qualcuno, ma su chi?… sembrerà ridicolo a te lettore ma Wand
confida in quella voce proveniente dal Muro, che ieri ha cambiato direzione alla seduta con Marina,
ma ha soprattutto cambiato la sua vita.
E’ eccitato Wand, ha voglia di sentire ancora quella voce…
Nelle pause tra un paziente/cliente e l’altro cerca di riprodurre il più fedelmente possibile la
posizione vicino al Muro che aveva ieri pomeriggio in modo da favorire, seguendo il pensiero
magico!, il manifestarsi di quella voce così chiara, netta e perchè no, accogliente!
D’altronde Wand è un razionale e come tale sa che se un fenomeno si è presentato può sempre
ripresentarsi, magari in forme diverse.
Sembra ridicolo anche a Wand attendere e sperare in quella voce che proviene dal Muro…Lui così
quadrato, ma neanche più di tanto…soprattutto glielo dicono gli altri, colleghi, amici: quali amici?
“Ormai non ne ho più”, si dice Wand. Lui si sente ancora con le voglie di un bambino anche se
ormai gli anni sono tanti.….ma adesso non era più così importante nulla, adesso voleva solo
riascoltare quella voce che veniva dal Muro!
Il pomeriggio, però, è ormai concluso e nonostante tutti gli sforzi di Wand di riprodurre ciò che è
avvenuto ieri sono stati vani, la voce proveniente dal Muro non si è più palesata.
Wand è deluso e comincia a pensare che ciò che è avvenuto ieri sia solo frutto della sua fantasia,
un’infatuazione, una voce interna che diventava esterna, poi lui che si era sempre interessato anche
a certi fenomeni a metà tra la psicologia e la para-psicologia che figura ci fa se lo racconta in giro:
meglio dimenticare!
I giorni passano e,… niente! Wand comincia a credere che sia stata tutta una sua autosuggestione,
aveva studiato certi fenomeni leggendo Janet ed altri autori…
Wand aspetta adesso Alessio. Un ragazzo alcolista e soprattutto triste. Nonostante tutti i suoi
problemi Alessio sta tenendo duro, non molla non vuole ricadere nell’uso della sostanza ma è lì, lì.
A Wand piace Alessio per la sua tenacia e forza ma lo disapprova in certi comportamenti, diventa
quasi aggressivo con lui, con l’intenzione di spronarlo ma con l’effetto di bloccarlo!
Alessio entra a testa bassa: ha bevuto ieri, è più triste del solito, Wand adesso è arrabbiato con lui ,
“dopo tutto il tempo che abbiamo lavorato su…” Wand si interrompe alla voce dal Muro che torna a
parlargli: “ha bisogno di te in questo momento, non lo punire, lo perderai, ascoltalo invece”.
Wand si illumina. Alessio lo guarda. Dopo tre lunghissime settimane il Muro era ritornato a
parlare…troppo bello, troppo eccitante. Wand segue le indicazioni del Muro e la seduta si conclude
bene, Alessio è meno teso, accenna ad un sorriso, dice che è stato uno “scivolone” ma lui può
farcela…vuole farcela…
Wand adesso comincia a mettere insieme i pezzi e cerca analogie tra Marina e Alessio, i due “casi”
in cui il Muro è intervenuto con le sue affermazioni.
Ma è intervenuto per loro o per me?

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